bimbi in vasca

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gli scoiattoli
Oggi mi sono pentito di non avere con me una macchina fotografica.
stavo dirigendomi al molo quando, complice il rumore del motore, noto in mezzo al canale un gommone che trascina tre optimist
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Optimist
ognuno con il suo equipaggio, il più "anziano" avrà avuto 11 anni.
è stato bellissimo vedere questi bambini nelle loro "vasche da bagno" muoversi come scoiattoli, entusiasti ma disciplinati.
li ho rivisti poi, mezzo miglio fuori dal canale,fare i loro esercizi ma han fatto poca vela,non c'era un filo di vento e riuscivano a malapena a manovrare.
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Regata in Gran Bretagna
oggi era più "tempo da pescatori" e quindi da pescatore mi sono presentato al mare, con la mia canna, il pane e una borsa nuova, che mi ha regalato Ignazio e che non avevo avuto ancora modo di provare.
più grande di quella vecchia ma comoda, ora che fa freddo, per metterci anche la cerata o una giacca di riserva.

il mare è una tavola, acqua bassa e limpida, mangeranno? non resta che provare.
sul pontile e sugli scogli pochi pescatori ma non possono mancare quelli che..."oggi niente, non mangiavano, ma ieri, dovevi vedere quanti ne ho presi".
pescano sempre dei gran pesci, ma li han pescati ieri e nessuno li vede mai.

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Pescatore di ieri

quanto bisogno di mare avevo, erano 15 giorni che non ci venivo e cominciavo a sentirne il bisogno.
la necessità di respirare l'aria e i profumi, lo sciacquìo delle onde e i colori che creano il sole e il cielo sull'acqua, i gabbiani e tutti gli abitanti del mare.
Tutte cose che sapientemente mescolate dalla natura ci permettono di vivere momenti di gioia e di benessere che sono ben lontani da realtà come quella cittadina.
a volte penso che siamo riusciti a deturpare le nostre città tanto da renderle luoghi per reietti, adatte a gente che non ha più niente da perdere, soprattutto la salute.

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Periferie degradate

non sono mai stato un "cittadino", anche se per anni sono cresciutto e poi vissuto in città, sono state: la prima una coincidenza, la seconda una necessità momentanea.
ma in qualche modo amo la mia città, anche se da tempo ho realizzato che non è il mio posto, è pur sempre una parte della mia formazione, dei miei affetti, delle mie prime scoperte e avventure.

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Graffiti
forse per questo sono triste nel vederla trasformarsi, degradarsi e sporcarsi, e ancor di più mi rattristano i milioni di persone che ci sono intrappolate, per un motivo o per l'altro e che finiranno per diventare, i più fortunati, vecchi in città.

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